A Napoli leggere in fondo ad una partecipazione che il matrimonio è destinato solo ad un pubblico adulto potrebbe indurre a pensare minimo che durante il ricevimento sarà trasmesso un film a luci rosse! Eh già, perché per la famiglia napoletana è inconcepibile che si possa lasciare “il piccolo” a casa solo perché i futuri sposi hanno deciso di dare alla loro cerimonia un carattere particolarmente elegante. Il matrimonio partenopeo è prima di tutto una festa e che festa sarebbe senza i bambini che corrono sù e giù per la navata della chiesa o che schiamazzano durante il ricevimento? Solo loro possono assicurare quella dovuta allegria e dare il senso gioioso di quella nuova famiglia che si sta venendo a creare. Non a caso una foto di gruppo degli invitati senza bambini sarebbe come mutilata e, sicuramente, potrebbe anche essere considerata non di buono auspicio. E in chiesa che il bambino napoletano dà il meglio di se con atteggiamenti spontanei che rallegrano la funzione senza disturbare la santità del luogo. Anche il parroco, infatti, è d’accordo sul fatto che il bimbo è sempre innocente, perché non sa quello che fa! Non può che suscitare un sorriso, allora, l’applauso che il bimbo fa all’organista dopo l’Ave Maria o la raccolta di fiori sull’altare che le cuginette hanno organizzato per farsi un bouquet come quello della sposa. Il segno distintivo che si è aperto il ricevimento? La prima macchia di sugo che, come una medaglia, compare sui vestitini! Nonostante la delicatezza dei capi e il loro costo che a volte supera anche quello dei vestiti degli adulti, la buona mamma napoletana è convinta che l’abitino il bambino se lo deve godere e quel ragù colato e le impronte di cioccolato non sono altro che l’immagine che ha mangiato e che sta bene in salute! Bambini da una parte e adulti da un’altra? Non c’è area attrezzata con animatori che possa dividere questi due mondi. Che sposalizio sarebbe se non si può godere con i bambini vicino!